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Ivan Broglia: "Corticella è casa mia, ripartiamo!"

16/05/2018 10:03

Allora Direttore, com’è il bilancio di questa stagione?

Direi che per quel che riguarda la stagione del Corticella, è stata sicuramente positiva per alcune realtà, meno per altre, come penso sia normale. Il risultato più importante l’abbiamo ottenuto con la Juniores, perché dopo tanti anni siamo riusciti a disputare una finale regionale. Per quel che riguarda il risultato della prima squadra, sarò sincero, è stato un campionato in cui abbiamo fatto 49 punti, 26 all’andata, 23 al ritorno, raggiungendo tutto sommato, l’obiettivo di un campionato tranquillo, anche se sinceramente ci aspettavamo e speravamo di riuscire a fare qualcosa in più. Per quel che riguarda il discorso organizzativo è stato un anno impegnativo, perché abbiamo fatto il campo in sintetico ed abbiamo avuto qualche problema a gestire gli spazi almeno fino a novembre, cercando di favorire sempre la prima squadra, senza, per quanto possibile, penalizzare il settore giovanile.


Cosa manca alla prima squadra per fare un ulteriore salto di qualità?

Un altro passo in avanti possiamo farlo solamente consolidando il lavoro fatto finora e andando a migliorare la squadra nei punti in cui quest’anno siamo stati carenti, aggiungendo quei tasselli che riteniamo mancanti. Ogni anno ci regala un’esperienza diversa, noi siamo un po’ giovani in questa categoria: ricordiamoci che solo 4 anni fa eravamo in Prima Categoria e ora ci stiamo consolidando in Eccellenza. Quest’anno secondo me abbiamo fatto un passo notevole, non solo per quanto riguarda i risultati o la squadra ma anche per l’organizzazione che abbiamo provato a dare e per questo ci tengo a dire che il mister, insieme allo staff, ci ha aiutato molto.


Quanto è importante il clima di fiducia reciproca della dirigenza per la squadra?

Ritengo che questo sia stato il punto di partenza fondamentale quando siamo arrivati. Quando mi è stato chiesto di venire qui a dare una mano, ho scelto le persone di fiducia, con le quali avevo un buon rapporto perché, sia da giocatore non professionista che da allenatore dilettantistico, facevo parte di quel calcio dove il gruppo era una cosa fondamentale e ho voluto trasmetterlo a questa società. Sinceramente penso che l’Eccellenza sia una categoria in cui il gruppo è importante ma non determinante, perché incontri allenatori e giocatori che sono quasi professionisti, e delle volte forse il nostro rapporto da società familiare non sempre è una buona cosa. Soprattutto per le persone che sono poco intelligenti, che non capiscono che dietro a questo nostro buonumore, dietro a questo nostro clima di familiarità, comunque c’è una professionalità e magari pensano che a Corticella si possa fare quello che si vuole, ma non è assolutamente così! Perché poi, alla fine dell’anno, per tutti tiriamo le somme e al di là del rapporto instaurato, vogliamo che sia sempre un equilibrio tra il dare e l’avere: crediamo molto in quello che facciamo perché ci dedichiamo moltissimo tempo e quindi siccome noi siamo molto esigenti con noi stessi, lo siamo anche con gli altri.


Parlando di settore giovanile, cos’è questo progetto “BFC 365”?

È un progetto che tende a far crescere tutte le società dilettantistiche appartenenti all’orbita del Bologna FC, per far in modo che alla fine di questa filiera, il Bologna riesca ad attingere a tutti i giocatori in zona, senza “perderli” in altre squadre. Per fare questo però bisogna intanto alzare il livello di preparazione degli allenatori delle squadre dilettantistiche, per fare in modo di avere più giocatori di livello sotto “controllo”, pur non appartenendo direttamente al BFC. Per il momento le società che hanno aderito sono 42, praticamente la totalità delle compagini del territorio bolognese. Il Bologna ha fatto un investimento importante: non è più un discorso di affiliazione o di marketing come veniva fatto in passato da molte squadre professionistiche ma per tutte le società che hanno aderito, ha riconosciuto una quota per avere una sorta di prelazione sui giocatori. In più c’è un programma molto importante di aggiornamento e di corsi dedicato a tutti gli allenatori del settore giovanile, in modo tale che il loro livello e quello degli allenamenti cresca fino a raggiungere ottimi risultati. Io personalmente sono responsabile di questo progetto, ci credo fermamente perché la ritengo un’idea valida ed inoltre il Bologna è l’unica società professionistica che, al momento, sviluppa una strategia simile.


Il prossimo sarà il tuo quinto anno: pronto a ricominciare o ti senti appagato?

Caratterialmente, non sono uno che si stanca facilmente, come dimostra anche la mia carriera da allenatore, visto che penso di essere uno dei pochi ad essere rimasto per 7 anni nella stessa società dilettantistica. Corticella la sento un po’ casa mia: sono qui da 5 anni come Direttore Generale, ho allenato 2 anni e prima ancora ho giocato per 3 anni. La società mi fa sentire a mio agio, mi fa sentire come il “padrone di casa” anche se in realtà non lo sono. Questa è una fiducia importante, che mi sento in obbligo di dover ringraziare e riconfermare tutti gli anni. Quindi, non ti dico che il mio futuro sarà solo Corticella, per tutta la vita, ma ti direi che in questo momento vedo solo Corticella, non vedo nient’altro e non sono per niente stanco. Cerchiamo di crescere come società, anno dopo anno, per migliorarci e per arrivare a dei livelli importanti. Qui c’è la possibilità di farlo e non vedo un’altra società che possa offrimi quello che mi sta offrendo ora il Corticella. Non è solo una quesitone di società ma è anche una questione di appartenenza. Io ormai appartengo a questa società e farei fatica ad andare via da qua e quindi, se non mi mandano via loro, non mi vedo in altri posti. Inoltre quello che abbiamo costruito in questi anni, lo sento un po’ mio. Adesso mi sto interessando anche del settore giovanile, sto cercando di crescere come figura dirigenziale e anche se la ristrutturazione del centro finirà tra 5 anni, la società ha un bando con il Comune di 25 anni e spero proprio di portarlo a termine!

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